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  • Materiale superiore: PU artificiale
  • Materiale solare: gomma
  • Forma della punta: appuntita
  • Elementi popolari: spessore, bocca poco profonda, cinghie traverse, cinghie anulari
  • Materiale interno: imitazione
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Fingere di non essere arrabbiati e tenere tutto dentro di sé assieme all'odio, può essere molto pericoloso e nocivo. Spesso si tende a pensare alle emozioni come se non fossero parte di noi, ma ad un qualcosa di astratto rispetto al corpo, come se lo stesso non fosse altro che un recipiente per contenerle e un mezzo per esprimerle fisicamente. Il rischio, però, è che la maggior parte delle volte, non si riesce a canalizzare l'ira, si preferisce tenerla dentro rischiando che ci sia un'esplosione imminente. Ne avrete conferma guardando  La vendetta di un uomo tranquillo  ("Tarde para la ira" è il titolo originale), l'esordio alla regia di  Raúl Arévalo , attore molto noto in Spagna che in Italia abbiamo visto in  Ballata dell'odio e dell'amore , ne  Gli amanti passeggeri  di Almodovar e ne  La isla minima , di cui era coprotagonista, una sorta di anticipazione di questo suo primo film, assolutamente coinvolgente, girato con lo stesso rigore e la stessa tensione tipica del noir.

Due uomini sono al centro della scena: Curro ( Luis Callejo ), che viene arrestato per una rapina in una gioielleria (è l'unico della banda a pagarne le conseguenze) e Josè ( Antonio de la Torre ), un uomo ricco e solo che una mattina in un bar conosce Ana (Ruth Diaz), compagna del primo, che ha in mente qualcosa. Forse potrà salvare lei e sua figlia, ma l'uomo ancora non lo sa e le cose si complicano quando Curro tornerà a casa otto anni dopo la prigione...

Prima firmataria della legge è stata la senatrice del Pd, Elena Ferrara che era stata insegnante di Carolina a scuola e aveva vissuto da vicino la sua tragedia. «Questo è un punto di partenza – continua Paolo Picchio -,  sono stato in più di 70 scuole in questi mesi e non mi fermerò . Parlo ai ragazzi perché sono più spesso attenti dei loro genitori che molte volte ignorano l’esistenza del cyberbullismo».

Per la morte di Carolina, i cinque imputati, che si sono dichiarati tutti colpevoli, sono stati condannati alla  messa alla prova fino a 27 mesi.  «Il tribunale dovrà verificare che abbiano compreso nella sostanza l’errore fatto, finiranno il percorso con una fedina penale sporca per aver fatto quella che loro stessi definivano “una ragazzata”. Spero che sia un peso che si porteranno dentro per tutta la vita».

Non importa se la mafia ha prosciugato le risorse del territorio e desertificato il sistema economico, né importa se non esistono politiche di edilizia popolare da decenni, né se il paese è diventato tristemente noto per  il dramma del capolarato , la raccolta delle arance a prezzi da fame e il  totale fallimento  delle politiche migratorie.

In una città piagata dall'abusivismo edilizio, dove le cosche mafiose controllano interi territori e settori centrali dell'economia, dove in un'operazione nell'ambito del piano "Focus 'Ndrangheta" della polizia sono state controllate  circa 700 persone , il problema sembrano essere solo "quelli", i "negri".

«Si possono avere divergenze sulle opinioni, non sui numeri. Perché la matematica non è una opinione. E rispetto a chi oggi prova a polemizzare contro la nostra rigorosa gestione delle risorse pubbliche, snoccioliamo questi numeri». Così il sindaco Massimo Bacci che aggiunge : «Nel 2012 le entrate tributarie del Comune di Jesi (vale a dire il gettito complessivo derivante da imposte e tasse locali) erano pari a 28,9 milioni. Nel 2017 saranno di 25,8 milioni, con una riduzione di oltre il 10% che, a livello pro capite, è pari a -78,45 euro. L’allineamento dell’addizionale Irpef di Jesi agli altri Comuni della regione, effettuata nel lontano 2013, non ha registrato alcuna mutazione, malgrado nel frattempo lo Stato abbia tagliato risorse al Comune di Jesi per quasi 25 milioni di euro».

«Tra l’altro Jesi - aggiunge il sindaco - nell’addizionale Irpef, ha scelto di tutelare i cittadini con un reddito al di sotto di 10 mila euro. La Regione Marche ha viceversa scelto di tassare indistintamente tutti con la propria addizionale, che ha per altro un valore due volte superiore a quella di Jesi. La tassa rifiuti, che per legge deve coprire il 100% del costo del servizio, resta ad oggi di gran lunga più bassa di tutti i Comuni della provincia di Ancona superiori ai 20 mila abitanti (eccetto Fabriano che si trova in zona montana). E questo è stato possibile grazie ad una ottimale gestione di JesiServizi che è riuscita ad ammortizzare al massimo l’aumento dei costi. Al proprio insediamento questa Amministrazione si è trovata un indebitamento di 26,3 milioni di euro, sceso in cinque anni a 15 milioni, con una riduzione di debito pari a circa 280 euro a cittadino. E sempre a proposito di eredità: altro che risorse lasciate per opere pubbliche da chi ci ha preceduto, come qualcuno incautamente sostiene! Questa Amministrazione in realtà si è trovata un conto di 3 milioni di euro da saldare per sentenze di condanna relative a cause giudiziarie datate nel tempo rispetto alle quali non era stato effettuato alcun prudenziale accantonamento. Questi sono i numeri. Agli altri lasciamo le opinioni».